SCUOLA E FORMAZIONE

SCUOLA E FORMAZIONE: Che cos’è il Divertinglese

Come impegnare i nostri ragazzi per le prossime vacanze in modo divertente e costruttivo.

Che cos’è il Divertinglese

Il Divertinglese è il programma che Rai Educational e il Ministero della Pubblica Istruzione dedicano alla scuola italiana e alle famiglie per accompagnare il processo di diffusione della conoscenza della lingua inglese non solo presso gli allievi, ma anche con un’attenzione particolare verso i genitori.
Dopo un’articolata fase di sperimentazione, “il Divertinglese” si conferma come un progetto valido per i bambini e i ragazzi, anche perché parla ai papà e le mamme. I prodotti di punta dell’iniziativa, tra cui “Tracy & Polpetta” per i più piccoli e “Extra” per i ragazzi più grandi, sono stati trasmessi anche dalle TV generaliste (RAI2 e RAI3), oltre che dal satellite, per attirare un pubblico più ampio, ma anche per migliorare la sinergia scuola-famiglia che ha rappresentato, sin dall’inizio, una delle finalità del progetto.

Il Divertinglese per la famiglia

Partendo dalla TV e arrivando al Web (www.ild.rai.it), le famiglie possono supportare i propri ragazzi nell’apprendimento dell’inglese, senza trascurare l’aspetto legato al divertimento e all’intrattenimento. Ma da casa, anche i genitori possono migliorare la proprio conoscenza dell’inglese grazie a prodotti appositamente ideati per un pubblico più grande.
Alla famiglia, in particolare, “Il Divertinglese” dedica una giornata intera di trasmissioni. Ogni domenica, infatti, va in onda il meglio della settimana, per dare la possibilità, anche da casa, di rivedere insieme ai bambini quanto già visto a scuola oppure realizzare insieme nuove attività.
Anche sul sito  www.ild.rai.it vi è una sezione dedicata alla famiglia, dove è possibile effettuare attività e giochi on-line per imparare l’inglese. Ogni settimana si propone un nuovo tema di discussione tra genitori e figli, si dibatte delle puntate andate in onda. Inoltre, si possono scaricare schede didattiche appositamente create per un uso delle trasmissioni da casa, con preziosi suggerimenti per accompagnare la visione dei programmi da parte dei bambini.
Genitori e bambini insieme, dunque, per imparare l’inglese!

Il Divertinglese va in onda tutti i giorni sul canale gratuito, satellitare o digitale terrestre, RAI Edu1. La nuova stagione di trasmissioni partirà presto con i nuovi episodi di “Tracy&Polpetta”, i beniamini dei ragazzi, e per ritrovare gli altri prodotti, con alcune novità pensate anche per le famiglie, per imparare l’inglese divertendosi!
Per informazioni: www.ild.rai.it

SCUOLA: Riforma della scuola superiore

Dall’anno scolastico 2010/11 entrerà in vigore la riforma dei licei, dell’istruzione tecnica e professionale.
Pertanto se desiderate conoscere ed avere informazioni dettagliate, anche in vista dell’iscrizione dei nostri figli, andate al seguente indirizzo del ministero dell’istruzione http://nuovesuperiori.indire.it

SCUOLA E FORMAZIONE: Orientamento scolastico, come scegliere la scuola superiore?

Come scegliere la scuola superiore? Alcuni consigli che ti possono aiutare a valutare le tue prospettive future.

La scelta della scuola media superiore (o, come si dice ora in modo più complicato, della scuola secondaria di secondo grado) è una decisione sofferta che spesso mette in crisi lo studente interessato e la sua famiglia.
Certo, la scelta è importante e va valutata bene, analizzando almeno alcuni aspetti della situazione:

  1. le tendenze personali, le competenze già acquisite, i gusti e le preferenze dello studente;
  2. le tipologie di scuole presenti sul territorio in cui si risiede (senza troppo farsi influenzare dalle voci che circolano: molte scuole hanno una “fama” migliore o peggiore di altre, ma il mondo cambia e… anche i professori e i presidi!)
  3. le prospettive future di lavoro.

Il punto 3, in teoria, dovrebbe essere quello che conduce alla decisione finale, ma, ahinoi, è quello più controverso.
Se uno ha il papà dentista o commercialista e vuole proseguire la professione paterna, beh, allora la scelta è più facile (se non altro, si ritrova lo studio già avviato!).
Ma, con i tempi che corrono, normalmente la scuola frequentata e il diploma conseguito non garantiscono più che chi abbia studiato da ragioniere poi lo faccia veramente o che chi ha frequentato l’istituto agrario vada a lavorare in un’azienda agricola…
Oggi un diploma (qualsiasi) è richiesto anche per fare il commesso in un supermercato o l’impiegato generico in un ufficio.
Il mondo del lavoro e le sue leggi cambiano rapidamente e ancora cambieranno nell’arco di tempo in cui arriverete a diplomarvi.
Ciò che è certo oggi non lo sarà domani.
Questo non perché il mondo si sia messo a girare più velocemente, ma perché il libero mercato, lasciato troppo libero, genera confusione, incertezza, insicurezza. Ma anche perché la tecnologia si evolve rapidamente e genera necessità, servizi e posti di lavoro nuovi e diversi.
Quindi dovrete essere pronti ad una certa elasticità e flessibilità nel vostro futuro.
Iniziando già da ora a pensare che la scelta della scuola superiore non influenzerà del tutto la vostra vita futura e non determinerà in modo definitivo il vostro destino.
Ripensamenti, passaggi, cambiamenti di percorso saranno sempre possibili.

Quello che vi resterà d’importante, in ogni caso, sarà l’aver vissuto un’esperienza scolastica positiva e valida: ciò, naturalmente, dipende per un 50% dalla scuola, ma per l’altro 50% solo da voi, dal vostro impegno e dal vostro entusiasmo nell’apprendere.

Nella scelta della scuola superiore, comunque, non siete soli: ci sono i vostri genitori, i vostri insegnanti, i servizi informativi del vostro Comune e della vostra Provincia.

Buona scelta!

SCUOLA E FORMAZIONE: Consigli per chiedere (e possibilmente ottenere) nuove sezioni di Tempo Pieno nell’Era della Gelmini

Consigli per chiedere (e possibilmente ottenere) nuove sezioni di Tempo Pieno nell’Era della Gelmini

Alcuni suggerimenti per i genitori e gli insegnanti che vogliono intraprendere
il percorso per attivare nuove sezioni a Tempo Pieno dalla scuola dell’Infanzia alla scuola primaria e secondaria di I grado

Il bisogno e la determinazione dei genitori e degli insegnanti possono realizzare quello che le scelte politiche non intendono concedere esplicitamente.

Vediamo l’iter.

Prima di tutto teniamo presente che la richiesta del Tempo Pieno è collettiva e pubblica, e che più numerosi sono soggetti vengono coinvolti e contattati esplicitamente in questa richiesta, più aumentano le possibilità di successo non solo per i richiedenti ma anche per altri gruppi di genitori nelle stesse condizioni.

Il modello scolastico muta in risposta a due richieste: quelle di genitori e quelle di insegnanti.
Le richieste degli insegnanti vengono discusse e deliberate in Collegio Docenti che è l’organo che delibera in materia di didattica.
Il Consiglio di Circolo/Istituto, poi, deve decidere con delibera il mutamento di modello scolastico o l’offerta della nuova classe 1^ a tempo pieno.
Le richieste dei genitori dovrebbe trovare ascolto attraverso il Consiglio di Circolo/Istituto e nel momento delle iscrizioni.
Quindi per mutare modello didattico delle classi (e a maggior ragione delle classi prime) occorre il consenso degli insegnanti e il gradimento dei genitori. Quando queste due istanze propongono insieme l’attivazione del Tempo Pieno ai relativi organi collegiali non dovrebbero sussistere problemi. Ma quando la proposta parte solo dai genitori è necessario attivarsi presto affinché venga recepita dal dirigente che la inoltri agli organi collegiali e che poi predisponga modelli di iscrizione adatti a verificare tale bisogno. Inoltre il dirigente deve verificare le condizioni logistiche con l’assessorato locale per la predisposizione della mensa.

Per questa prima fase di richiesta abbiamo messo a punto un modello di Richiesta di apertura di una nuova sezione (in calce a questo documento) con cui i genitori chiedono ufficialmente e collettivamente l’attivazione della nuova sezione a tutti i soggetti istituzionali coinvolti (gli assessori territoriali devono assicurare la mensa e gli spazi per effettuarla).

Spesso i dirigenti non si pongono con atteggiamento di ascolto rispetto a queste esigenze e quindi i gruppi di docenti o di genitori che vogliono proporre il Tempo Pieno devono contare sulle loro forze. Il Collegio Docenti può discutere e votare sui modelli didattici quando sia incluso tale tema all’ordine del giorno, sennò possono chiedere che venga messo all’ordine del giorno con la raccolta di 1/3 delle firme dei componenti del collegio. I genitori possono agire sia attraverso i propri rappresentanti nel Consiglio di Circolo/Istituto, sia chiedendo incontri con il dirigente scolastico, sia raccogliendo e rendendo pubbliche istanze firmate da gruppi di genitori.
Ricordiamo comunque che è il Consiglio di Circolo/Istituto l’organo decisionale per la formazione di una nuova classe a Tempo Pieno o per il cambiamento di modello scolastico (e non il dirigente che è soltanto un membro del consiglio e non ha in questo caso poteri decisionali).
Il Consiglio esamina le proposte del Collegio, le approva o, a seconda dei casi, le modifica o le rigetta.
Il Consiglio può deliberare con piena legittimità anche in assenza di una proposta del Collegio Docenti; è però consigliabile che la delibera sia in linea con i criteri contenuti nel piano dell’offerta formativa (P.O.F).

Solitamente le istanze firmate da gruppi di genitori hanno peso maggiore se sono rese pubbliche e indirizzate a tutti i soggetti in qualche modo coinvolti (Dirigente, Presidente del Consiglio di Istituto, Assessore, Dirigente del Ufficio Scolastico Provinciale, Ufficio Scolastico Regionale). Inoltre la pubblicità viene assicurata dagli organi di informazione (ogni presentazione di istanze andrebbe resa anche pubblica con conferenze stampa) e dalla circolazione autogestita dell’informazione (volantini dati agli altri genitori e affissi fuori dalle scuole, banchetti, comunicazioni fatte circolare sui siti amici come questo da cui avete scaricato queste informazioni).

Fare presto questi passi potrebbe portare – nel caso della buona volontà delle controparti – all’approvazione del nuovo modello di classe a Tempo Pieno e quindi alla preparazione di un modello di iscrizione coerente, con la possibilità di scegliere le 40 ore.
Qualora ciò non avvenga occorre che i genitori rilancino la loro richiesta in sede di iscrizioni.
Attualmente stiamo ancora attendendo la circolare sulle iscrizione del ministero e sono in forma di bozza e in continua evoluzione molti regolamenti attuativi delle novità collegate alla Legge 133 (quella dei tagli). È però tuttora in vigore la legge 176/2007 che sancisce la legittimità del modello a Tempo Pieno e quindi è obbligo dell’amministrazione di dare la possibilità di esprimere la preferenza per questo modello di scuola all’interno del modulo di iscrizione, anche se l’organizzazione dei modelli orari della scuola non lo prevedesse esplicitamente. Dove quindi il modello di iscrizione predisposto dalla scuola non dovesse comprendere l’opzione del Tempo Pieno sarà necessario che i genitori compilino modelli aggiuntivi come quelli predisposti dal CordTempoPieno per rendere effettivo questo diritto. Solo in questo modo l’effettivo bisogno di tempo pieno potrà venire misurato dall’amministrazione. Ovviamente anche questo passaggio avrà più forza se fatto pubblicamente.

Se si verificheranno queste condizioni, il dirigente scolastico avrà l’obbligo – sulla base delle iscrizioni – di richiedere personale sufficiente per aprire la nuova sezione… se non lo richiederà lo si dovrà incalzare anche perché il suo è un atto dovuto, mentre se lo richiederà la palla passerà al ministero che deciderà tra aprile e maggio se assegnare il personale necessario (attraverso l’Ufficio scolastico Regionale e il Centro Servizi Amministrativi).

Modulo richiesta tempo pieno